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Export 2020. Puntiamo sull’E-Commerce

L’Export 2020 seppur nei mesi estivi ha segnato delle riprese, chiuderà comunque in perdita. Puntare sull’E-Commerce è la strada giusta per il Made in Italy.

L’impatto pandemico del Covid-19 e le misure di contenimento del contagio, incentrate sulle limitazioni agli spostamenti delle persone e sulla sospensione di numorese attività economiche, hanno condotto a un Lockdown generale, la cui evoluzione è ancora in corso.

Anche gli IDE (Invedimenti Diretti Esteri) ne hanno risentito attraverso un’elevata contrazione. Posizioni attendiste dei maggiori investitori, a causa dei minori profitti realizzate dalle controllate estere e della conseguente contrazione nel reinvestimento degli utili. A causa dei disinvestimenti da parte delle multinazionali in difficoltà che opteranno per la vendita o liquidazione delle proprie attività all’estero. Il calo degli IDE avrà declinazione differenti su geografie e settori e sarà evidente soprattutto in quei sistemi economici maggiormente integrati nei processi produttivi internazionali e nei settori energia, materie prime, trasporti aerei e automobilistico.

In un quadro eterogenico e incerto, tra economie in lenta ripartenza e intere aree geografiche ancora in piena emergenza sanitaria. La crescita economica e gli scambi mondiali sono destinati a registrare quest’anno variazioni ampiamente negative. In uno scenario base di contenimento della pandemia entro la fine di quest’anno e di efficacia delle misure di politica econimica adottate, è comunque possibile prevedere un loro recupero pressoché completo già nel 2021.

Stimata flessione pari al 12% dell’Export 2020

Seppur in parziale risalita durante i mesi estivi, nel 2020 le esportazioni italiane subiranno una brusca frenata e chiuderanno l’anno in flessione del 12%. Sono le dichiarazioni riportate dall’ICE nel rapporto “L’Italia nell’economia internazione” realizzato in collaborazione con:

Da quanto si evince dal rapporto nel 2021 si prevede una ripresa pari al 7,4%. Mentre si marcerà ad un ritmo di crescita annuo, a partire dal 2022, pari al 5,2%.

I dati non sono molto confortanti per l’industria italiana, ma possiamo tirare un sospiro di sollievo se prendiamo in esame le vendite on-line. Queste costituiscono un mercato che si rivolge a 1,45 miliardi di consumatori nel modo e cresce a ritmi del 9% annui.

Pertanto si rivela fondamentale modificare il proprio sistema di esportazioni. Soprattutto per le PMI che purtroppo sono ancora troppo radicate ai vecchi sistemi commerciali che passano per importatori e distributori, che purtroppo, a causa della pandemia verificatasi, hanno grandi difficoltà commerciali.

Cosa fare allora per rilanciare più radipamente l’Export?

Investire nell’innovazione e nella digitalizzazione delle proprie infrastrutture commerciali. Viene da se che nel momento in cui la circolazione delle merci non può essere più garantita attraverso le vie tradizionali, bisogno per forza di cose trovare nuove vie.

Purtroppo allo stato attuale molte azienda italiane non si sono ancora rivelate al passo con i tempi. Il livello di informatizzazione è ancora ad un livello troppo basso, di conseguenza la difficoltà a raggiungere il mercato è molto elevata.

Ciò su cui si deve maggiormente investire sulla creazione, più che di siti web, di siti web con e-commerce integrati che danno la possibilità di distribuire i prodotti soprattutto ai clienti finali. Sistema di distribuzione dove la circolazione di merci viene garantita da Express Currier internazionali.

Uno dei maggiori esempi è stato Amazon che nel 2020 ha aumentato ulteriormente le proprie vendite segnando una crescita pari al 29% durante il periodo clou dell’emergenza sanitaria mondiale.

Se vogliamo ulteriormente approfondire la tematica, secondo il Digital 2020 Report, gli utenti che acquistavano sugli e-commerce era già pari al 74%.

Nel nostro corso Export Manager ne parleremo tra i modelli organizzativi.

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